Mutuo casa: tasso fisso o tasso variabile?

Un’analisi curata da “Affari e finanza” ha rilevato una spiccata tendenza nel 3° trimestre del 2008 a contrarre il mutuo a tasso fisso piuttosto che quello a tasso variabile
La ragione principale va ricercata nel fatto che gli indici utilizzati dagli istituti di credito per calcolare il tasso fisso a 5 anni si attestano al di sotto del 4%. Un’ulteriore ragione è da considerarsi l’insolito scostamento percentuale che ha fatto registrare l’Euribor nel mese di ottobre rispetto ai tassi BCE, complici la crisi dei mutui negli USA e la conseguente sfiducia che ha dominato gli scambi interbancari di denaro.
Timidamente ottimistiche le aspettative per inizio 2009 legate all’ulteriore taglio apportato dalla BCE al costo del denaro il 6 novembre scorso, adesso sceso al 3,25%.

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Euribor a 3 mesi in calo

E’ sceso ai minimi da Aprile 2008 l’indice Euribor a 3 mesi, utilizzato dalle banche per definire gli interessi dei mutui a tasso variabile e per parametrizzare le obbligazioni. Il tasso si assesta oggi su un più incoraggiante 4,73% che dovrebbe ridare un pò di fiato alle famiglie in difficoltà di liquidità per il pagamento delle rate dei mutui.
Insieme all’Euribor cala anche l’indice Libor, il corrispettivo americano, che adesso è a 2,86%: questi dati sembrano incoraggiare la ripresa delle Borse dopo l’Ottobre nerissimo che le ha caratterizzate, in tutte le Piazze Mondiali. Restano tuttavia ancora dubbi sulla effettiva ripresa a causa della persistente assenza (adesso giustificata soltanto da panico finanziario) di prestiti interbancari, che pure dovrebbero essere di nuovo favoriti dai cali dei tassi.

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