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Rinegoziare mutuo a tasso variabile: il Decreto per lo Sviluppo 2011

Rinegoziare il mutuo... ma conviene?
Rinegoziare il mutuo... ma conviene?



Rinegoziare il mutuo... ma conviene?
Rinegoziare il mutuo... ma conviene?

Il Decreto per lo Sviluppo 2011 è un testo che contiene numerosi interventi in materia economica, tra questi ci interessa quello su nuove regole per rinegoziare i mutui a tasso variabile.
Come sicuramente sapranno i nostri lettori più attenti all’andamento dei tassi, è iniziata una nuova stagione di rialzo dei tassi di riferimento che farà progressivamente aumentare i tassi dei mutui stipulati a tasso variabile. Si prevede un aumento ancora per un anno circa, per poi avere una certa stabilità su valori, comunque, ben più alti dei minimi avuti dopo la crisi del 2008.
Per venire incontro alle esigenze delle famiglie più bisognose, che potrebbero trovarsi in difficoltà con il pagamento delle rate di mutuo conseguenti agli aumenti, il Governo ha introdotto nuove regole per rinegoziare il mutuo a tasso variabile e trasformarlo a tasso fisso. La banca sarà obbligata a riconoscere il passaggio se sono rispettati i seguenti parametri:

  • Avere un reddito ISEE inferiore a 30.000,00 euro annui
  • Massimo importo del mutuo: 150.000,00 euro
  • Essere in regola con i pagamenti
  • Termine ultimo: 30 Aprile 2012

La rinegoziazione prevede la trasformazione del tasso da variabile a fisso per la durata residua del mutuo.
Cosa pensare di questo decreto? Sicuramente è importante che venga introdotta questa possibilità, anche se con dei paletti forse un pò troppo stringenti. A nostro avviso una manovra che riguarda coloro che sono in pari con i pagamenti, esclude proprio le famiglie più in difficoltà.
Ma conviene rinegoziare il mutuo a queste condizioni? Chiariamo subito che rinegoziare il mutuo non è di per se’ un vantaggio per il cliente. Lo spread dei mutui a tasso fisso è sempre superiore a quello del tasso variabile, il che significa che subito dopo la rinegoziazione si avrebbe una rata certamente superiore rispetto all’ultima a tasso variabile! Come si concilia questo con l’esigenza di venire incontro a chi è in difficoltà?
A nostro avviso questa rinegoziazione non è quindi tanto un aiuto alle famiglie povere, bensì una possibilità di “cambio di strategia” sul proprio mutuo che dovrebbe essere aperta a tutti, a maggior ragione se consideriamo che non costituisce un rischio per le banche.
E voi cosa ne pensate?