Il Gruppo Unicredit per venire incontro ai propri clienti che si trovano nell’impossibilità di onorare le rate del mutuo acceso per l’acquisto della prima casa, ha recentemente lanciato Progetto Insieme 2009, un’iniziativa che consente la sospensione del pagamento del mutuo senza nessun tipo di costi aggiuntivi per un periodo che può arrivare fino a 12 mesi per i clienti che hanno chiesto il finanziamento per acquistare la prima casa prima del verificarsi dell’imprevisto, che sono in grado di dimostrare redditi lordi maturati nel 2007 fino a 25.000 euro e che si sono dimostrati regolari nel pagamento delle rate.
Le cause che determinano la difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo per essere tali da consentire l’accesso alle agevolazioni offerte da Progetto Insieme 2009 devono necessariamente essere sopraggiunte nel periodo compreso tra l’1/10/2008 ed il 31/12/2009 e rientrare nelle seguenti tipologie:
- perdita del posto di lavoro per i lavoratori a tempo indeterminato o mancato rinnovo del contratto per ogni tipo di categoria di lavoratori atipici;
- cassa integrazione;
- separzione o divorzio nel caso di famiglie che hanno figli a carico;
- decesso di un mutuatario.
Banca Monte Parma ha recentemente messo a punto alcune opzioni nell’intento di personalizzare nonchè di rendere quanto più flessibile per gli utenti la propria offerta di mutuo casa sia a tasso fisso che a tasso variabile, per consentire ai mutuatari di adeguare il piano di finanziamento che hanno sottoscritto alle necessità o ai bisogni che col tempo possono o potranno essere sopravvenuti. Ecco dunque in breve le possibilità offerte:
- chi ha stipulato un mutuo casa da almeno un anno può ottenere, se la ritiene opportuna, una riduzione dell’onerosità della rata fissa o variabile allungando di riflesso la durata del finanziamento oppure viceversa, purchè la modifica al piano di ammortamento avvenga una volta soltanto.
- Una opportunità che può rivelarsi utile quando si presenta l’eventualità di dover affrontare un imprevisto è rappresentata dall’opzione “Salta la Rata“: è ammessa la possibilità di saltare il pagamento di una rata del mutuo una volta l’anno fino ad un massimo di cinque rate durante l’intera vita del mutuo, ovviamente ricalcolando l’importo delle rate restanti così da non prolungare la durata del finanziamento oltre i termini precedentemente fissati.
Da un’indagine condotta dagli esperti de Il Sole 24 Ore per valutare se sussista o meno un reale risparmio derivante dll’applicazione del Decreto anti-crisi emanato dal Governo in materia di mutui variabili, emergono delle importanti considerazioni:
- prendendo come esempio un mutuo variabile di 100.000 euro contratto nel 2005 al tasso Euribor a 3 mesi ed uno spread del 1,1%, applicando il limite del 4% imposto dal Decreto si evince che la rata del mese di Gennaio prossimo farebbe registrare un risparmio effettivo rispetto alle rate precedenti del 4,2%, 10% per arrivare fino al 13% a seconda se il mutuo stipulato sia rispettivamente decennale, ventennale o trentennale.
- Il risparmio ottenibile risulta essere direttamente proporzionale all’entità dello spread applicato dagli istituti di credito: sarà infatti maggiore per spread più onerosi e viceversa.
- Il risparmio sulle rate riguarderà quei mutui variabili che sono stati sottoscritti prima del 31 Ottobre 2008 ma solo quelli ad un tasso inferiore al 4%. I mutui contratti a tassi maggiori beneficieranno di risparmi percentualmente più contenuti e per lo più derivanti dalle flessioni dell’Euribor.
Il pacchetto anti-crisi appena approvato dal Consiglio dei Ministri comprende, tra i tanti, anche un provvedimento che va incontro alla necessità di coloro che avendo contratto o rinegoziato un mutuo a tasso variabile per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione della prima casa entro il 31/10/2008, si trovano in difficoltà se non addirittura nell’impossibilità di riuscire a pagare le rate che negli ultimi tempi sono aumentate oltre le più nere previsioni. Il provvedimento stabilisce che per il 2009 le rate varibili dei mutui contratti per la prima casa non possano superare il 4%, nel caso in cui risultassero maggiori sarà lo stato a farsene carico per la parte eccedente. L’importo delle rate dei mutui a tasso variabile che verranno stipulati a partire dal prossimo anno, saranno invece calcolate utilizzando come tasso base il tasso ufficiale stabilito dalla BCE, attualmente più basso rispetto all’Euribor. La scia polemica che il provvedimento lascia dietro di sè riguarda coloro che prudentemente in passato avevano accettato di pagare tassi più alti optando per il mutuo a tasso fisso pagando rate di gran lunga più onerose del 4% e che ora si sentono quasi puniti in quanto ignorati nel provvedimento. Una via d’uscita per costoro è offerta dalla possibilità sancita dal Decreto Bersani ovvero quella di poter rinegoziare gratuitamente le condizioni del mutuo anche presso istituti diversi.
Gli effetti della crisi dei mutui subprime che ha travolto gli USA ovviamente si sono fatti sentire anche in Italia mettendo in difficoltà il mercato immobiliare che, secondo l’Osservatorio Assofin, ha registrato una flessione di ben il 16,5% nel primo semestre 2008.
Dal lato della domanda, la flessione nella contrazione dei mutui per l’acquisto di immobili ad uso abitativo è riconducibile alla lievitazione dei costi dei finanziamenti riscontrata negli ultimi due anni, e ad un approccio più timoroso e lungimrante nell’esporsi economicamente nel lungo periodo da parte di chi è intenzionato all’acquisto di un immobile.
Dal lato dell’offerta, gli istituti di credito hanno cercato di tutelarsi dando un giro di vite alle modalità di accesso ai finanziamenti:
- fissando il rapporto tra la rata del mutuo ed il reddito del contraente che non superi 1/3 del suo reddito netto;
- riducendo la disponibilità di credito per investimenti di lungo periodo.
Un suggerimento che arriva dagli analisti di Affari e Finanza riguarda l’impegno che potrebbe accollarsi il fisco per agevolare sopratutto l’acquisto della prima casa aumentando la detrazione Irpef sugli interessi passivi su mutuo, anche oltre l’importo massimo degli stessi su cui è calcolata, che attualmente è di 4.000,00 euro.
Un’analisi curata da “Affari e finanza” ha rilevato una spiccata tendenza nel 3° trimestre del 2008 a contrarre il mutuo a tasso fisso piuttosto che quello a tasso variabile
La ragione principale va ricercata nel fatto che gli indici utilizzati dagli istituti di credito per calcolare il tasso fisso a 5 anni si attestano al di sotto del 4%. Un’ulteriore ragione è da considerarsi l’insolito scostamento percentuale che ha fatto registrare l’Euribor nel mese di ottobre rispetto ai tassi BCE, complici la crisi dei mutui negli USA e la conseguente sfiducia che ha dominato gli scambi interbancari di denaro.
Timidamente ottimistiche le aspettative per inizio 2009 legate all’ulteriore taglio apportato dalla BCE al costo del denaro il 6 novembre scorso, adesso sceso al 3,25%.
Link: http://www.repubblica.it/supplementi/af/2008/11/10/af0rapporto/037mutuare.html
Mario Draghi, il governatore della Banca d’Italia, recepisce l’allarme dei cittadini sulle difficoltà a pagare le rate del mutuo per la casa. Secondo Confesercenti, infatti, circa l’84% delle famiglie Italiane ha difficoltà a pagare le rate dei mutui, soprattutto a causa dell’aumento degli interessi dovuto al tasso Euribor a cui sono legati i mutui a tasso variabile.
Draghi consiglia di rinegoziare i mutui, perchè rinegoziare alcune condizioni contrattuali può “alleggerire gli oneri presenti e ridistribuire nel tempo i rimborsi“.
C’è da dire che la rinegoziazione, prevista dalle recenti normative, incontra ancora la resistenza di molti istituti di credito.
E’ sceso ai minimi da Aprile 2008 l’indice Euribor a 3 mesi, utilizzato dalle banche per definire gli interessi dei mutui a tasso variabile e per parametrizzare le obbligazioni. Il tasso si assesta oggi su un più incoraggiante 4,73% che dovrebbe ridare un pò di fiato alle famiglie in difficoltà di liquidità per il pagamento delle rate dei mutui.
Insieme all’Euribor cala anche l’indice Libor, il corrispettivo americano, che adesso è a 2,86%: questi dati sembrano incoraggiare la ripresa delle Borse dopo l’Ottobre nerissimo che le ha caratterizzate, in tutte le Piazze Mondiali. Restano tuttavia ancora dubbi sulla effettiva ripresa a causa della persistente assenza (adesso giustificata soltanto da panico finanziario) di prestiti interbancari, che pure dovrebbero essere di nuovo favoriti dai cali dei tassi.
Una delle operazioni sicuramente più difficili in fase di scelta del proprio mutuo per la casa è quella di riuscire a confrontare le proposte di mutui di quante più banche possibili, in modo da scegliere quella più vantaggiosa, o magari riuscire a strappare un tasso migliore dalla propria banca di fiducia.
Grazie ad Internet oggi è possibile confrontare le offerte di mutui di diverse banche, sia online che tradizionali, compilando un semplice questionario sui dati del finanziamento da richiedere.
Il sito mutuionline.it è sicuramente uno dei più autorevoli nell’effettuare questo confronto, mettendo in “competizione” tra di loro ben 40 banche su tutto il territorio Nazionale. I dati da inserire sono:
- Finalità del mutuo
- Valore presunto di perizia dell’immobile
- Importo del mutuo richiesto
- Numero delle rate
- Cadenza delle rate mensile o semestrale
- Anagrafica del richiedente
- Reddito del richiedente (o dei richiedenti)
- Tipo di tasso: fisso, variabile, misto, rata costante, variabile con tetto massimo
Basta poi cliccare sul tasto “mostrami i mutui” per ottenere in pochi secondi tutti i preventivi… sui quali sarà poi possibile richiedere una verifica di fattibilità online, gratuita.