Rischi del mutuo a tasso variabile: FLOOR e CAP

L’Euribor in continuo calo dallo scorso Ottobre, oggi prossimo all’1,80% per l’indice a tre mesi, suona senza ombra di dubbio come un’ottima notizia nelle orecchie di coloro che avendo contratto un mutuo a tasso variabile per l’acquisto di un immobile, ritengono legittimo aspettarsi una altrettanto progressiva diminuzione degli importi delle rate da corrispondere alla banca.
Da alcune segnalazioni di mutuatari delusi che hanno consultato gli esperti de Il Sole 24 Ore, è emerso che purtroppo esistono dei casi in cui tale aspettativa è destinata a non essere del tutto soddisfatta, ma solo parzialmente. Ciò dipende dalla presenza o meno nel contratto di mutuo di una clausula, il cosiddetto “Floor“, letteralmente tradotto in “pavimento”, che stabilisce il limite minimo del tasso d’interesse applicato alle rate al di sotto del quale non sia possibile scendere.  A tale clausula, quando il contratto la prevede, non viene data molta visibilità agli occhi del contraente in sede di sottoscrizione ed approvazione da parte degli istituti di credito; il mutuatario, dal canto suo, consapevole dei valori dei tassi assai elevati e della continua ascesa di questi ultimi registrata lo »

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Lo spread sale se i tassi scendono…

…e le banche guadagnano molto di più! Come vi avevamo già segnalato verso la fine dello scorso anno, continua il trend in salita degli spread applicati da molte banche sui tassi dei mutui per acquisto della casa (anche la prima casa): l’operazione è favorita dal continuo abbassamento del tasso Euribor, attualmente a livelli record, che permette di “mascherare” l’incremento dello spread in quanto il tasso finale risulta comunque appetibile per il consumatore, abituato ai tassi molto alti di solo pochi mesi addietro.
Vediamo qualche cifra: gli spread nel periodo di massimo dei tassi si assestavano sotto al 1%, con punte in basso fino allo 0,6%, mentre ad oggi tutte le banche sono sopra la soglia del 1%, con punte fino al 1,6%. Gli aumenti, almeno di un decimo di punto, ci sono stati per tutti gli istitituti di credito, compresi i mutui erogati dalle Poste Italiane. Come muoversi in questa situazione? Il consiglio è sempre lo stesso: farsi fare molti preventivi, ben dettagliati, e scegliere quello più conveniente, confrontare e confrontare, magari avvalendosi anche di un preventivatore di mutui online.

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Mutuo variabile: adesso conviene, l’Euribor scende al 2,4%

La discesa compiuta fino ad adesso dall’Euribor a tre mesi, il tasso d’interesse utilizzato nell’erogare i mutui variabili, ha fatto sì che ora come ora, con tutte le riserve imposte dalla situazione finanziaria del momento, si possa affermare che il mutuo a tasso variabile sia più conveniente rispetto a quello a tasso fisso. Poche settimane orsono arrivammo ad una conclusione analoga scaturita però da una ragione diversa, ovvero l’applicazione del Decreto anti-crisi varato dal Governo che prospettava un taglio del tasso d’interesse per una quota che eccedeva il 4% per coloro che avevano contratto un mutuo prima casa a tasso variabile entro il 31 Ottobre 2008; in quelle circostanze si arrivò addirittura a parlare di discriminazione verso coloro che in tempi non sospetti si erano accollati oneri maggiori optando per il tasso fisso in cambio della certezza dell’importo delle rate future. Adesso invece la convenienza del mutuo variabile rispetto a quello fisso scaturisce da un confronto tra i tassi presi come riferimento dalle banche nell’elargire tali finanziamenti: l’Euribor infatti si attesta intorno a quota 2,40%, circa l’1,5% in meno rispetto all’Irs a venti anni ovvero al tasso utilizzato »

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Codacons: i tassi scendono, ma i mutui sono ancora cari

E’ il Codacons a segnalare che a fronte di una consistente diminuzione dei tassi di interesse applicabili ai mutui per la casa, sono ancora molti gli istituti di credito che applicano tassi molto alti, pari a quelli pre-crisi. Un esempio: in questo inizio 2009 il tasso Euribor è attestato intorno al 3,13%, il che dovrebbe significare un tasso per il mutuo a tasso variabile di circa 3,50% e 4,00% per il tasso fisso, mentre invece sono ancora molte le proposte di banche che applicano tassi anche di oltre il 6,00%, ottenendo quindi dei guadagni molto significativi a spese del cittadino. Come aggravante, il fatto che queste condizioni ingiustamente sfavorevoli vengono applicate maggiormente in quei casi di clienti fidelizzati, diciamo “adagiati” sulla consuetudine del rapporto con un certo istituto di credito, che quindi non sono avvezzi alle pratiche più moderne di confronto via Internet o che semplicemente non hanno modo di farsi fare altri preventivi oppure non lo ritengono necessario.
Occhio quindi, la stipula di un mutuo non è mai da prendere alla leggera, fatevi fare molti preventivi e trattate sempre per ottenere le condizioni migliori.

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Prima casa: agevolati i mutui a tasso variabile con rate al 4%

Il pacchetto anti-crisi appena approvato dal Consiglio dei Ministri comprende, tra i tanti, anche un provvedimento che va incontro alla necessità di coloro che avendo contratto o rinegoziato un mutuo a tasso variabile per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione della prima casa entro il 31/10/2008, si trovano in difficoltà se non addirittura nell’impossibilità di riuscire a pagare le rate che negli ultimi tempi sono aumentate oltre le più nere previsioni. Il provvedimento stabilisce che per il 2009 le rate varibili dei mutui contratti per la prima casa non possano superare il 4%, nel caso in cui risultassero maggiori sarà lo stato a farsene carico per la parte eccedente. L’importo delle rate dei mutui a tasso variabile che verranno stipulati a partire dal prossimo anno, saranno invece calcolate utilizzando come tasso base il tasso ufficiale stabilito dalla BCE, attualmente più basso rispetto all’Euribor. La scia polemica che il provvedimento lascia dietro di sè riguarda coloro che prudentemente in passato avevano accettato di pagare tassi più alti optando per il mutuo a tasso fisso pagando rate di gran lunga più onerose del 4% e che ora si sentono quasi puniti in quanto ignorati nel provvedimento. Una via d’uscita per costoro è offerta dalla possibilità sancita dal Decreto Bersani ovvero quella di poter rinegoziare gratuitamente le condizioni del mutuo anche presso istituti diversi.

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Mutuo casa: tasso fisso o tasso variabile?

Un’analisi curata da “Affari e finanza” ha rilevato una spiccata tendenza nel 3° trimestre del 2008 a contrarre il mutuo a tasso fisso piuttosto che quello a tasso variabile
La ragione principale va ricercata nel fatto che gli indici utilizzati dagli istituti di credito per calcolare il tasso fisso a 5 anni si attestano al di sotto del 4%. Un’ulteriore ragione è da considerarsi l’insolito scostamento percentuale che ha fatto registrare l’Euribor nel mese di ottobre rispetto ai tassi BCE, complici la crisi dei mutui negli USA e la conseguente sfiducia che ha dominato gli scambi interbancari di denaro.
Timidamente ottimistiche le aspettative per inizio 2009 legate all’ulteriore taglio apportato dalla BCE al costo del denaro il 6 novembre scorso, adesso sceso al 3,25%.

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Euribor a 3 mesi in calo

E’ sceso ai minimi da Aprile 2008 l’indice Euribor a 3 mesi, utilizzato dalle banche per definire gli interessi dei mutui a tasso variabile e per parametrizzare le obbligazioni. Il tasso si assesta oggi su un più incoraggiante 4,73% che dovrebbe ridare un pò di fiato alle famiglie in difficoltà di liquidità per il pagamento delle rate dei mutui.
Insieme all’Euribor cala anche l’indice Libor, il corrispettivo americano, che adesso è a 2,86%: questi dati sembrano incoraggiare la ripresa delle Borse dopo l’Ottobre nerissimo che le ha caratterizzate, in tutte le Piazze Mondiali. Restano tuttavia ancora dubbi sulla effettiva ripresa a causa della persistente assenza (adesso giustificata soltanto da panico finanziario) di prestiti interbancari, che pure dovrebbero essere di nuovo favoriti dai cali dei tassi.

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